It ain’t over till it’s over

Per quei pochi che ancora transitano da queste parti: sì, è davvero finita.
Il primo post in questo blog risale al 2009. Avevo 23 anni, quell’estate sarei partita per un Interrail che avrebbe cambiato il mio sguardo sulle cose e per un viaggio a Liverpool che avrebbe cambiato definitivamente i miei gusti musicali.
Sarò sempre affezionata a questo posto e alla ragazza che ci scriveva, ma adesso lei è un po’ cambiata e aveva bisogno di un trasloco e di aria nuova.
Ci sono dei nuovi obiettivi, le idee un pochino più chiare e anche qualche anno di esperienza in più.
Perciò mi sono trasferita, e adesso mi trovate qui, Al contrario. Se vi fa piacere, continuate a seguirmi di là.

La mia strana verità

Certi giorni è incredibilmente difficile vestire i proprio panni.
Invidio il mestiere dell’attore. Sei sempre qualcun’altro. E anche se non ti ritrovi più, chi se ne frega, c’è un’altra identità pronta all’uso, da disegnarti addosso.
E magari quell’identità ha anche il coraggio dei propri sentimenti, per una volta. Senza falsarli e confonderli. Senza esagerarli, o, dall’altra parte, minimizzarli.
Oggi ho riletto, guardandolo con occhi nuovi, un blog che mi ha emozionata parecchio. Adesso che finalmente lo capisco mi chiedo dove fossi stata, in tutto questo tempo.

Nota a piè di pagina:
ho imparato di nuovo a piangere. Almeno un po’.

Presentazioni

Avevo la necessità quasi fisica di buttare fuori questi primi pensieri, per esorcizzare, per smaltire l’incazzatura degli ultimi anni, soprattutto per riderci sopra, ed è per questo che ho posticipato le presentazioni all’ottavo intervento in questo nuovo blog. Qui è ancora tutto da sistemare, sono sicura solo del titolo (ho banalmente invertito due parole, mentre pensavo al mio fiore preferito, e mi sono resa conto che poteva diventare la sintesi perfetta del mio mondo e  di quello che ho voglia di comunicare agli altri).
Sono appena approdata qui, con la mia barchetta un po’ traballante, scappando da un’altra piattaforma dove non riuscivo più ad essere sincera, perché era sottoposta alla lettura di occhi conosciuti, e stava iniziando a diventare un limite. Non so cosa mi aspetto, so solo che ho voglia di parlare.