False friends

L’altro giorno, mentre ero in coda alla cassa del supermercato, la mia attenzione è stata attratta da una confezione gigantesca di profilattici, sulla quale campeggiava questa scritta:

Preservativi a pianificazione familiare,

che mi ha fatto subito pensare a due alternative:

1-Il preservativo per tutta la famiglia, da zero a cento, dal nonno al nipotino;

2-Il preservativo sponsorizzato dal Vaticano, con una percentuale di rottura del 100%.

Nel dubbio, io non li comprerei.

Chi ha paura dell’autoerotismo?

Scene da un appartamento, domenica mattina.
L'una, in partenza per tre mesi per lavoro, dice di aver ricevuto in regalo da un'amica un vibratore. L'altra fa due occhi così. Entrambe ridono, sconvolte, commentando la tristezza del gesto. Io, zitta, sorrido di sbieco.
Riporto qualche frase che mi ha fatto rizzare i capelli:
-Ma per tre mesi una si può anche trattenere!
-Avrei preferito che ti avesse detto "mi auguro che ti trovi qualcuno da scoparti"!
-Il mio fidanzato ha detto: "ma che schifo. Tu quella cosa non la usi. Mettila subito in cantina!"
-La gente è fuori di testa!
-Io se non riesco a trattenermi, piuttosto vado uno di cui non me ne frega niente…

Non è la prima volta, purtroppo, che mi ritrovo di fronte a una visione così retrograda. Una specie di corollario dell'ancora esistente disparità tra i sessi (e vi/mi risparmio il classico: se l'uomo ha molte partner sessuali è un playboy, se invece li ha la donna… perché mi stanco solo a scriverlo). Disparità, in questo caso, di cui si fanno portatrici prima di tutto le donne stesse, che, in molti casi (non tutti, per fortuna) vivono l'autoerotismo come una cosa: non necessaria (se sei eccitata, ti devi trovare un altro da te per fare sesso), peccaminosa nel senso più negativo del termine (retaggio cattolico? Ho la brutta sensazione che sia così), e, soprattutto, alternativa al sesso, quando in realtà è sesso essa stessa, un suo complemento, e, se vogliamo essere precisi, ne è il punto di partenza.
Io sono dell'idea, in questo campo come in tutti gli aspetti della vita, che se non conosci te stesso non puoi interagire in maniera sana con gli altri. Ognuno è la misura, il metro di giudizio, la cartina tornasole delle cose che succedono. Se io non so cosa mi fa stare bene e cosa mi fa stare male, come posso affrontare quello che ho intorno? Come posso provare piacere con qualcuno, se non so darmelo da sola/o?
Già le donne sono un meccanismo difficile da disinnescare (Californication docet), in molte arrivano all'orgasmo dopo anni e anni di pratica e fatica, e non c'è un bottone da premere e che sai con certezza che funzionerà. Se non ci diamo una mano, come possiamo pretendere che degli esseri fatti in maniera totalmente diversa da noi, che (normalmente) non hanno difficoltà a provare piacere, e che non si fanno alcun problema a (perdonatemi la finezza) ammazzarsi di seghe già in tenera età, sappiano al primo colpo come funzioniamo?
Questo è il vero problema. Ci si lamenta tanto che la lezione non è chiara, ma noi studiamo ben poco. E ci autolimitiamo senza nessun motivo. Perché quello che ne viene è tutto di guadagnato.

Ah, un'altra cosa che mi disturba ancora di più sono gli uomini a cui dà fastidio l'idea di una donna (meglio, della loro compagna, perché immagino che nei film porno sia cosa gradita) che si masturba. Cos'è, paura della competizione?

Weekend vampiresco

Tanto lo so che, dopo il successo di questo post che ha attirato centinaia di padroni di microcani che necessitano di abitini alla moda, quello che sto per scrivere causerà altrettanti accessi, ma questa volta da parte di giovani mitomani impazzite.

Sì, sto per parlare di Robert Pattinson. Che, per inciso, anche se ho ampiamente superato l’età per averne i poster in camera, trovo comunque essere un gran bel figliolo.

Scusate, mi sono distratta un attimo. Dicevo: riporto anch’io una notizia su di lui, o meglio, sulla sua statua al museo delle cere Madame Tussaud’s di Londra. Pare che la sua sia la statua più baciata e accarezzata della storia, seguita da quella di Daniel Radcliffe di Harry Potter e quella di Helen Mirren. I guardiani del museo la devono tenere costantemente sorvegliata, e ogni sera va sottoposta a tanti piccoli restauri.

La seconda notizia di questo vampire weekend (scusate la citazione snob) riguarda, invece, la crescita delle vendite di un nuovo giocattolo erotico ispirato al tema dei vampiri (per il colore “lunare”, suppongo), in parallelo al crescente successo della serie di Twilight. L’idea del gadget, battezzato “The Vamp”, è nata quando l’azienda produttrice americana (la Tantus) ha notato che molti visitatori del loro sito web provenivano da twilighted.net, la comunità dei fan della saga.

Insomma, Robbie, tieni decisamente alto l’ormone.