I’m dreaming of a white Christmas

In questo periodo dell’anno comincio a soffrire di mal di stomaco da frenesia natalizia anticipata. Le città iniziano già ad essere invase dalle decorazioni, così presto che a questo punto le si potrebbe lasciare direttamente tutto l’anno, risparmiandosi la fatica di toglierle alla fine delle feste. Quand’ero piccola c’era mia nonna che faceva suonare i primi campanelli d’allarme, più o meno a metà novembre, iniziando a chiedermi che regalo avrei voluto da Babbo Natale. Negli ultimi anni persino lei viene battuta sul tempo dai gestori dei negozi e da qualche invasato che ha già comprato (e forse decorato? Chissà) l’alberello votivo.

Ma quest’anno la vera sorpresa nauseabonda non sono tanto le renne emigrate dalla Lapponia con mesi di anticipo, quanto qualcuno che, in nome di un vero e proprio “Bianco Natale”, ce l’ha con chi è immigrato. Il luogo è Coccaglio, un comune in provincia di Brescia, la filosofia è leghista, la giustificazione è la tradizione cristiana alla base della festività. L’operazione, chiamata White Christmas, è una nuova forma di caccia al clandestino ed è una delle incredibili conseguenze del decreto sulla sicurezza. Consiste in un controllo a tappeto delle famiglie di stranieri residenti nel comune, che, se hanno il permesso di soggiorno scaduto da almeno sei mesi, devono avere avviato le pratiche per il rinnovo. Altrimenti, via tutti, perché, dice il sindaco Franco Claretti, “vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia”. Certo, aggiungici “etnica” giusto per dare colore all’espressione, che così mi sembra troppo all’acqua di rose.

Avete imparato la lezione? Il Natale non è la festa dell’accoglienza (sono sempre parole del sindaco), ormai è passato di moda dire “a Natale siamo tutti più buoni”, bisognerà inventare un nuovo slogan. Per esempio, che ne so, “a Natale siamo tutti più bianchi”.

Valido anche per gli anni a venire

Tu vuo’ fa’ l’americano

Se la prima notizia che leggi al mattino è che in Italia hanno appena aperto una sezione del Ku Klux Klan, non può che venirti voglia di spalancare la finestra e gridare che ami la vita, e passare il resto della giornata acchiappando farfalle col retino e facendo le bolle di sapone.

Siccome in Italia arriviamo sempre per ultimi, ci piace fa’ gli ammerigani e copiamo tutte le loro mode, perché lasciarci sfuggire questa, così civile ed innocua?

Loro hanno Obama, ma quello non glielo copiamo, no, noi ci teniamo il buon vecchio B.

Copiamo il KKK, invece! Seguiamo l’appello del reame ufficiale, iscriviamoci in massa!

Siete uomini e donne patrioti bianchi? Volete impegnarvi per la vostra stirpe e per le generazioni future? Ne avete abbastanza di vedere la vostra discendenza, i vostri diritti ed il vostro futuro calpestati e gettati via? Come and join us!

Aderisci alla lotta, cittadino bianco e cristiano, e combatti contro i mali della società, che siano essi i negri, gli immigrati, gli omosessuali, gli ebrei, ce n’è per tutti!

Devo aspettarmi le ronde anche di questi invasati, col cappuccio e tutto, che girano per le strade innalzando le loro croci infuocate come in un tremendo già visto di un paio di secoli fa?