Il sole a settembre

A settembre scatta la voglia di acquisti compulsivi. Di solito è il momento in cui il mio palato si affina e compro le cose migliori. Grazie a dio l’estate è finita, e posso mettere via collane, bracciali, gonnelline svolazzanti che, l’anno prossimo, vedrò nell’armadio e mi chiederò cosa avevo in testa quando le prese.

La mezza follia che farò quest’ autunno sarà la seguente:

Uno (o tutti e tre?) smalto dell’edizione limitata Les Khakis di Chanel, creati per la Vogue Fashion’s Night Out di Milano, il 9 settembre, e disponibili nei negozi a partire da ottobre.

La stagione è iniziata, la carta di credito inizia a tremare.

First Dresses

Sospiro, sospiro, e ancora sospiro.

Uno dei miei desideri segreti, che in questo momento confesso al mondo intero (oh, beh, dei fan in Belgio, in Inghilterra e in Argentina li ho, non stressatemi) è sempre stato quello di visitare il complesso museale della Smithsonian Institution. In particolare, i miei sospiri sono rivolti a una delle esibizioni permanenti del Museo Nazionale di Storia degli Stati Uniti, cioè quella sulle first ladies. E questo non solo perché vorrei ardentemente vedere il vestito giallo che Jackie Kennedy indossò nel 1961, alla prima cena di Stato dopo l’insediamento del marito, ma anche una serie di altre meraviglie, tra le quali l’abito da sera di velluto di Grace Coolige, gli occhiali da sole di Eleanor Roosvelt, o il servizio di posate d’oro degli Eisenhower. C’è davvero di tutto: pantofole, porcellane, specchietti, ritratti e lettere.

Oggi è stata inaugurata la nuova galleria “A First Lady’s Debut”, e l’esibizione conta in totale (con l’ultima donazione di Michelle Obama del suo vestito di chiffon bianco e cristalli Swarowsky, disegnato da Jason Wu) 24 vestiti e oltre cento accessori.

Michelle Obama con lo stilista Jason Wu

Per sospirare con me:  The First Ladies at the Smithsonian.

Le Printemps d’Alice

Mi ritrovo di nuovo a parlare di moda, di Parigi, e di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Le Printemps è uno dei primi “grandi magazzini” della città. Si trova in Bouvelard Haussmann, proprio vicino alle Galeries Lafayette, ed è tutt’ora una mecca dello shopping.

In queste ultime settimane di attesa prima dell’uscita del nuovo film di Tim Burton, anche a Parigi è ufficialmente esplosa l’Alice-mania. Infatti, le Printemps ha dedicato alcune delle sue vetrine proprio a lei, dando massima libertà a un gruppo di designers internazionali che hanno usato la loro immaginazione per creare il loro personali vestiti da Alice. Tra questi, Haider Ackermann, Manish Arora, Chloé, Ann Demeulemeester, Christopher Kane, Nicholas Kirkwood, Maison Martin Mariangiela, Bernhard Willhelm, e Alexander McQueen, visionario stilista recentemente scomparso.

Come tributo al leggendario Tea Party del Cappellaio Matto, Printemps e Ladurée (il famoso marchio francese di pasticceria) hanno installato una vera e propria sala da tè all’interno del negozio.


In scena fino al 14 marzo.

Alice in Wonderland

Il 3 dicembre H&M ha fatto arrivare nei suoi negozi la lingerie disegnata da Sonia Rykiel, collaborazione anticipata già a fine settembre, e non potevo proprio fare a meno di scriverne, dato che la presentazione della collezione al Grand Palais di Parigi, un paio di sere prima, è stata di questa portata:

I sessanta modelli della collezione ricordano vagamente gli anni Cinquanta: culotte alte e fascianti, in raso nero o carne, reggiseni morbidi, in jersey a righe, o strutturati.

La prima collaborazione con il colosso della moda low cost è con Karl Lagerfeld nel 2004, seguito, tra gli altri (gli stilisti sono stata 12 in tutto), da Stella McCartney, Fiorucci, Cavalli, Madonna, Kylie Minogue, e infine Jimmy Choo, il 14 novembre scorso. Ma quello del primo dicembre a Parigi è il primo evento di tale portata organizzato da h&m, che per questa collaborazione si sdoppia: sotto Natale, appunto, la lingerie, a gennaio la maglieria. Ah, io a gennaio compio gli anni, perciò mi permetto di darvi qualche suggerimento:

Sì, sono femmina e piace parlare anche e me di vestiti, ogni tanto.

(Ogni tanto?)