Una volta ero incoerente (o elogio dell’ignoranza)

[co-e-rèn-za] s.f.

  • 1 Coesione, compattezza; in ling. testuale, congruità semantica delle componenti di un testo
  • 2 fig. Conformità tra le proprie convinzioni e l’agire pratico: c. morale; connessione logica; mancanza di contraddittorietà: c. di un discorso

the-evening-gown-1954(1).jpg!BlogChe fatica, a volte, riuscire a mantenere quella compattezza, e tenere insieme i proclami con i fatti senza che sfuggano nelle due direzioni opposte.

Una volta nemmeno pensavo che essere coerenti e non contraddirsi fosse una cosa importante. Non riuscivo nemmeno a fare quello che ritenevo giusto per me perché il confronto con quello che era giusto per gli altri era sempre acquattato nell’ombra ad aspettarmi.

Ero incoerente per definizione.

Poi a un certo punto ho stabilito delle priorità, messo dei paletti, pronunciato un sacco di frasi grammaticalmente corrette (eccola, forse, l’unica cosa che riesco a mantenere coerente), affisso le mie tesi e spaventato i miei interlocutori. Cercando poi di fare combaciare tutto con il mio agire. Ma che fatica, a volte.

E allora ogni tanto mi piacerebbe avere meno pensieri di così e alzarmi ogni mattina con un’idea diversa senza ricordarmi quella del giorno prima e sentire la testa un po’ più leggera senza preoccuparmi del perché.