Le fotografie nei film

Notare i particolari è quello che so fare. A volte mi chiedo se sia soltanto uno spreco di energie o se un domani capirò come convertirla in qualcosa di utile.

Per esempio c’è una cosa che mi chiedo sempre. Quando nei film si vedono delle fotografie dei personaggi da giovani, in cui si capisce che sono gli stessi attori, quelle foto lì, quelle dei finti annuari scolastici, dove le prendono? Sono delle foto vere, degli attori quando erano piccoli, prese dagli album di famiglia e usate anche per il set?

C’è una professione che è quella di chi si occupa di recuperare gli oggetti di scena. E ho sempre pensato che sia un lavoro bellissimo. Qualcuno arriva con una lista e dice, dobbiamo ricostruire la camera da letto di un’adolescente, devi trovarmi questi poster e una serie di vecchi peluche e una coppa scolastica per il primo premio nella gara di spelling e un cuscino a forma di cuore con la foto stampata di un gruppo di amiche. E a quel punto scatta quel qualcuno che si deve impegnare per riempire la scena di tutti i suoi dettagli.tagliaerbe

Ieri a un certo punto ho incrociato due ragazze inglesi e ho fatto in tempo a sentire che una chiedeva all’altra: “ma a te piace la zucca?” e, alla risposta: “io aaaaaaamo la zucca!”, lei ha commentato: “stavo pensando di comprare più zucca”. Non so perché ma mi ha fatto sorridere, il fatto che in quel momento comprare più zucca fosse per quella ragazza una necessità assoluta, e con quel dettaglio ho ricostruito la giornata di ieri. E l’ho messo vicino a ogni dettaglio di ogni altra giornata, e il punto è che magari questo modo di affrontare le cose mi fa spesso perdere la visione d’insieme (come quando mi guardo allo specchio  e ogni punto del corpo mi sembra scollegato dal resto, o come quando leggo un testo e una virgola di troppo mi fa perdere tutto il senso della frase), ma probabilmente mi farebbe essere un buon investigatore privato. O, appunto, un trovarobe.