Non tifo Italia

Non ho guardato nemmeno una partita e non riesco a interessarmene minimamente. “Neanche gli Europei?” mi chiedono: neanche quelli. Nel primo blog che ho aperto, sei anni fa, avevo dedicato un post alla vittoria della squadra italiana di quell’estate. Avevo guardato tutte le partite coi miei amici, avevamo festeggiato in piscina, avevo visto e rivisto la scena in cui Cannavaro (che pure mi piaceva, mah… misteri della gioventù) che alzava la coppa sotto una pioggia di coriandoli.

In sei anni molte cose sono successe. Tra queste, il 2006 è proprio l’anno in cui è scoppiato lo scandalo poi definito “Calciopoli”, solo il primo di una lunga serie. Negli Stati Uniti iniziava la discesa del presidente Bush, ben presto punito e sostituito con Barack Obama (mentre qui abbiamo, ancora, bisogno del calcio per parlare di razzismo e di integrazione). Qualche anno dopo, il mondo ha iniziato il suo tracollo, i miei coetanei hanno iniziato a emigrare e io a sentire parlare di cose fino ad allora sconosciute come i contratti a progetto, la cassa integrazione e le assunzioni nei call center.  Il motivo di ogni problema è diventato la crisi, ormai un sottofondo costante alle azioni quotidiane.

Nel 2006 un pieno di benzina mi costava 40 euro. Adesso lo pago 70. Nel 2006 nessuno aveva facebook e nessuno ne parlava, la politica e l’informazione non sapevano nemmeno cosa fosse twitter, che è nato proprio nel luglio di quell’anno. Le interazioni tra le persone erano decisamente diverse: sembrano epoche molto distanti tra loro, e invece erano solo sei anni fa.

Il calcio non m’interessa perché lo trovo uno sport corrotto e perché è un fasullo collante tra le persone. Perché i calciatori fanno un mestiere come un altro, che non comporta rischi tranne problemi alle ginocchia, nessuno di loro salva vite umane eppure sono pagati come se lo facessero. Improvvisamente siamo tutti una famiglia e lo schifo che c’è sotto non interessa più a nessuno.

I motivi che portano le persone a tifare una squadra, di qualsiasi sport, possono essere molto simili a quelli per cui io vado a un certo tipo di concerto o aspetto l’uscita di un film che m’interessa: sono passioni, hobby, divertimenti, chiamateli come vi pare.  Ma la questione di vita o di morte che si fa di una cosa come gli Europei di calcio mi sembra un po’ eccessiva. La prossima settimana ognuno dovrà di nuovo fare i conti con la propria vita, e magari si indignerà ancora per i compensi milionari e le partite truccate.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...