Le faremo sapere

Non volevo, davvero. Mi ero detta che avrei aspettato almeno la fine di giugno. Avevo giurato che mi sarei concentrata su quello che sto facendo adesso, che non mi sarei fatta tentare.

Scusate, però anche voi non mi avete aiutata a non pensarci. Me lo chiedete con la cadenza di almeno una volta a settimana, me lo scrivete sui giornali, persino l’università che ho appena abbandonato facendo finta di niente mi manda le email facendomi l’occhiolino.

Così, oggi sono crollata. E ho iniziato a pensare a che ne sarà di me, che lavoro voglio fare da grande, dove andare a cercarlo, come muovermi, da dove iniziare, con chi parlare. Devo cercare nei siti di annunci lavorativi? Devo spargere la voce tra le persone che conosco? Devo aprire un sito internet? O una partita IVA?

Oggi, come prima mossa, ho risposto a un’offerta di tirocinio sul sito dell’Università. Ma la sensazione che ho provato è stata quella di poter ormai saltare questo passaggio: del resto, io lavoro ormai già da un po’ e qualcosina mi danno, quindi le offerte di stage non pagati che fanno finta di essere solo dei periodi di prova e trampolini per una sicura assunzione hanno smesso di interessarmi.

Allora sono ritornata a spulciare i siti di annunci lavorativi, e ho mandata un’email in cui chiedevo informazioni più dettagliate riguardo uno di questi. Però mi è sembrato palese, anche qui, quanto la situazione sia nera quasi dappertutto. Ecco un’inserzione-tipo (e ce ne sono tantissime così):

DIVENTA PADRONE DELLA TUA VITA Selezioniamo 5 persone seriamente interessate ad avviare un’attività gestita da casa attraverso un sistema talmente semplice e collaudato che chiunque può fare. Non si tratta di attività di vendita. Gestibile anche part-time. Si richiede voglia di imparare, mentalità imprenditoriale.

Ormai, quando le leggo, non posso che cercare di ritradurle come nella rubrica Cedo cane perché morto e capire cosa devo leggere tra le righe di una richiesta apparentemente innocua, ma che probabilmente nasconde qualche tipo di fregatura o patto col diavolo.

Poi c’è l’annoso problema del curriculum. Avrò letto decine di articoli su come stenderne uno che si differenzi dalla massa, come fare una buona lettera di motivazione, come essere originale: e allora ho inserito qualsiasi cosa, dalla mia passione per lo yoga al fatto che curo un tumblr. Vorrei anche aggiungere che sono la personale correttrice di bozze di (quasi) tutti quelli che conosco, ma come lo metto dentro al modello unico europeo, visto che non ho né studiato in qualche scuola né tantomeno lavorato per diventarlo?

Vedo che va di gran moda costruirsi un sito internet personale: non un blog, bensì un vero e proprio dominio da usare come una vetrina in cui ci si fa pubblicità, e questo comprende e sorpassa il classico CV.

Certo è che, per quella che è la mia esperienza, nessuno mi ha ancora tolto dalla testa la convinzione che nessun profilo su internet può sostituire la rete di contatti fisica e il caro e vecchio passaparola, e le conoscenze che si fanno lavorando attivamente in mezzo alle persone.

Ma ci rifletto un altro po’ e poi vi faccio sapere.

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