Una torta nuova

Forse finora non avevo abbastanza idee per riempire un post intero, forse sono comunque troppo pigra (come quando penso che voglio fare una torta nuova: dopo averlo deciso, deve passare un mese prima di metterlo in pratica), e forse, soprattutto, la mia scusa attuale è che, da quando ho iniziato a scrivere la tesi, mi stanca la sola idea di rimettermi alla tastiera del portatile per scrivere altro.

Bene, oggi ho evidentemente idee sufficienti a riempire un post, ho superato la pigrizia (e infatti sto per fare una torta nuova) e ho qualche momento di pausa dalla scrittura della tesi.

Dall’ultima volta che ho pubblicato qualcosa qui sono successe diverse cose: ho compiuto gli anni e, per la prima volta, allo scoccare della mezzanotte avrei voluto fuggire come Cenerentola. Ho sentito una leggerissima stretta all’altezza della bocca dello stomaco, una piccola presa di consapevolezza che mi sto avvicinando a una nuova età in cui difficilmente le cose potranno rimanere uguali a prima. Negli ultimi tempi ne ho avuto un assaggio, ma adesso ne ho finalmente la certezza.

Il contrasto che fa più attrito rispetto a quello che era prima è quello coi miei genitori. Stanno cambiando un poco alla volta, vedo nei loro occhi e nei loro genti il tempo che passa, ed è forse questa la manina che mi ha stretto lo stomaco quando ho compiuto gli anni: tra tutte, la cosa più difficile da accettare. Ma si farà anche questa, con la solita ritrosia iniziale a concepire i cambiamenti che mi contraddistingue e che mi fa essere il solito mulo che deve essere trascinato perché punta gli zoccoli e vuol fare di testa sua. Poi basta una pacca sulla testa (o un calcio nel sedere), e mi do una mossa.

Ho anche cambiato lavoro. Il posto è sempre lo stesso, ma le mansioni sono molto diverse (diciamo pure che sono pagata di meno per avere più responsabilità: è la verità, perché negarla?), però va bene così, per adesso. Tra un mese e poco più mi laureo (altra piccola stretta), non posso dare più di così. E poi sono contenta di quello che sto facendo, anche se nell’angolo sta sempre rintanata la paura di non riuscire, di non avere tempo. Anche quella, prima o poi, la scaccerò via.

Non riesco ancora ad analizzare in maniera critica questo periodo che sto vivendo. Forse quest’estate riuscirò a mettere dei punti, per ora seguo il corso degli eventi.

Ah, per quelli di voi che non avessero niente di meglio da fare, finalmente sono riuscita ad accorpare i post di questo blog e quelli di splinder. Li trovate nell’archivio, tutti mischiati. Fa un effetto strano, leggerli insieme: sembrano due persone molto diverse tra loro costrette a stare insieme nella stessa piccola stanza. Adesso vado a portare un po’ di torta così almeno li presento.

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