Del perché ho deciso di fidarmi solo della mia estetista: parte seconda

Si diceva delle sfighe che mi sono state causate indirettamente dall’acquisto dei coupon.

La settimana scorsa mi decido finalmente a sfruttarne uno comprato per un trattamento estetico. Faccio i chilometri per raggiungere il posto, pregustando un’oretta di relax.

Ma, chi l’avrebbe mai detto, mi trovo ad avere a che fare con un nuovo squilibrio mentale.

Chi si dovrebbe occupare di me è una signora di mezza età dalla vocina sottile, che mi figuro inizialmente come colei che gestisce il centro e si occupa in maniera impeccabile delle giovani apprendiste appena uscite dalla scuola di estetica. Dopo cinque minuti, mi chiedo di chi potrebbe essere la madre psicolabile lasciata girare lì dentro tranquillamente senza alcun controllo.

La tizia in questione esordisce guardandomi con gli occhi a cuore e commentando quanto sia una bella ragazza. Poi attacca, sottolineando come tutte le ragazzine (notare il termine) di oggi siano belle. Diverse da quando era giovane lei, ma belle. “Mi piacete, sì, siete belle”. All’improvviso va in loop e comincia a ripetere gli stessi concetti per quattro o cinque volte: “Non è un’offesa, eh? Mi piacete proprio”. Io, inizialmente, mi sento di doverle dare corda e le chiedo in cosa siamo diverse da quando era giovane lei, ma la metto evidentemente in imbarazzo, perché inizia a incespicare. Poi si riprende: “Io quando avevo dodici-tredici anni (?) giocavo ancora con le bambole, invece le ragazzine di oggi vengono già qui a farsi la ceretta. Io ho imparato che tutte le donne avevano i peli a sedici anni, quando sono entrata alla scuola di estetica!”. Mi chiedo quanti anni crede che io abbia, ma taccio. “Poi, certo, ci si sposava anche prima. Io mio marito l’ho incontrato a diciannove anni…non so cosa ci abbia trovato in me….comunque voi di sicuro vi divertite di più”. Ride, io comincio ad avere paura. Forse il mio sguardo interrogativo la spaventa, perché inizia a scusarsi “per avermi parlato” e lo fa, naturalmente, un paio di volte.

A quel punto tace, ma resiste solo per qualche minuto, perché poi inizia a parlare delle sue domeniche in camper, di come il suo sia piccolo ma bello e, siccome io ormai mi esprimo solo a “eeeeeh, aaaaah, uuuuuh” lei deve immaginare che la cosa m’interessi parecchio. Non può far altro, quindi, che invitarmi ad andarci. Io sorrido, o forse digrigno i denti.

Poi mi dà dei consigli di bellezza e, siccome lo fa attraverso una domanda: “lo sa che…?”, io rispondo: “sì, grazie!”, ma la cosa la turba e si scusa, di nuovo, per avermi parlato. Mi chiede conferma di ogni mossa che si accinge a fare, così io sono costretta a dirle che va bene ogni tre minuti. Poi, però, conclude soddisfatta che ha fatto quello che voleva perché “io non faccio le cose che non mi piacciono”. Bene, siamo contenti. Io mi rivesto, pronta a fuggire, mentre lei mi saluta e ringrazia (?), augurandomi buona domenica “se non ci vediamo prima”.

Questo succedeva di giovedì. Credo che sia sufficiente, per un po’.

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5 thoughts on “Del perché ho deciso di fidarmi solo della mia estetista: parte seconda

  1. la mia estetista ha invece cambiato personale, e la nuova ragazza (40 anni) della ceretta mi ha redarguita sulla lunghezza della mia peluria, ad un certo punto m’avrebbe depilato pure la lingua…

  2. La dama distratta ha detto:

    Mi scappa sempre un sorriso quando passo dalle tue parti. E, riferendomi a “potrebbe contenere tracce di frutta a guscio”… sappi che io aspetto con ansia un eventuale romanzo;).
    La dama distratta che ha abdicato al suo labirinto.

    • Damina! Che bello che tu sia zampettata da queste parti! Ma il tuo labirinto si è spostato o è proprio sparito per sempre? Ci verrei a sbirciare volentieri 🙂

  3. La dama distratta ha detto:

    Chiuso in una delle mie ondate di impulsività. Forse riaprirà, più probabilmente no. D’altronde l’avevo aperto proprio come sfida alla mia incostanza e chiaramente ha vinto lei:). Ma chissà, forse non è sempre un male, mi lascio aperta ai cambiamenti. Continui. E forse un giorno riuscirò a fermarmi da qualche parte. Per ora vago;).

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