Libero mercato in libero Stato

Voglio raccontarvi una storia che ha me come protagonista e due antagonisti. Li chiamerò le aziende “A” e “B”. Questa storia si svolge dopo la cosiddetta liberalizzazione del mercato dell’energia, che, permettendo ai privati di concorrere, dovrebbe dare la possibilità a noi consumatori di scegliere tra offerte diverse quella a noi più congeniale.

C’era una volta.

A dicembre mi arriva in casa un operatore dell’azienda A. Già il fatto che facesse questa specie di porta a porta avrebbe dovuto insospettirmi. Ma siccome in teoria questo simpatico ometto era lì solo per farci mettere una firma per la ormai nota tariffa bioraria (di cui ci avevano già avvisate con le ultime comunicazioni cartacee), mi fido. Lascio così la mia coinquilina dell’epoca a parlarci, inconsapevole del fatto che avrebbe firmato la mia condanna.

Passano un paio di mesi e ricevo una telefonata da una gentile operatrice dell’azienda B. “Lei è a conoscenza del fatto che il contratto che avete firmato a dicembre prevede il passaggio all’azienda A anche della fornitura di gas, oltre che quella di energia elettrica?”. No, naturalmente, il simpatico ometto non ci ha detto niente del genere. “Hanno fatto così con mezza città, signorina, vuole tornare con noi, che le abbiamo sempre fornito il gas con fedeltà ed efficienza?”. Sì, sì, certo che voglio, levate tutto a quei maledetti imbroglioni dell’azienda A, che fregano i poveri consumatori ignari di tutto. Riprendetevi il gas, prendetevi la luce, vi dono anche il sangue.

Dopo poco, mi arriva a casa il plicone dell’azienda B che conferma che siamo tornate di nuovo con loro per entrambe le cose, gas ed energia elettrica.

Passa il tempo e con sgomento e terrore mi accorgo che le fatture non arrivano più. Alla fine di marzo, telefono al servizio clienti dell’azienda A per chiedere che fine hanno fatto le mie bollette. “Sì, signorina, qui risulta una fattura insoluta a suo carico della fornitura di energia elettrica per i mesi invernali. È stata spedita un mese fa”. Non è vero, maledetti, rimandatemela. “Certo, cliente cretino, gliela rimando subito e prolungo la scadenza fino alla fine di aprile. Fatture del gas, invece, non sono ancora state emesse”. Grazie, arrivederci.

Dopo due giorni, incredibilmente, compare la bolletta che era misteriosamente sparita. Quella già scaduta, naturalmente, la seconda copia non è mai arrivata. Pago e taccio.

Passa un altro mese e non arriva nient’altro. Stamattina decido di telefonare di nuovo al servizio clienti dell’azienda A per chiedere se sono partire o no fatture del gas. “Sì, signorina, se non le è ancora arrivata gliela rimando via mail”. Quando spiego che a febbraio li ho abbandonati perché mi sono sentita truffata, la giovane operatrice del call center candidamente mi dice: “Sì, la fornitura del gas è effettivamente stata annullata, ma con l’energia elettrica è ancora con noi”. Ma come? E la fanciulla dell’azienda B che mi aveva accolta con amore solo pochi mesi fa? Mi ha imbrogliato pure lei?

Qualcosa mi dice che non è ancora finita. Se siete ancora in tempo, tenetevi stretti i vostri operatori e fottetevene del mercato libero. Perché ne diventerete schiavi.

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