Il tempo delle mele

Sto accompagnando, non proprio volontariamente, due traslochi complementari. Uno, a dire il vero, era già terminato quando sono arrivata io. Mi sento ancora un po' in prestito, lì, e anche un po' stretta. Se voglio fare una telefonata, o mi chiudo in bagno, oppure congelo in terrazza. Di studiare, poi, non ne parliamo. E la stanza in realtà è una piccionaia aperta sul piano di sotto. Mi abituerò.
Il secondo è ancora nel suo svolgersi. Appena metto piede in casa, prima ancora di chiedermi come va, mi sento dare delle istruzioni con le cose da sistemare, o da buttare. E questo mi fa reagire subito col rifiuto di dare una mano. Poi, però, sospiro e mi ripeto il solito mantra: "sei tu che ti devi adattare a quello che è lui, non il contrario" e inizio a collaborare.
E allora è successo che mi sono infilata nel vortice dei miei giocattoli. Sul subito, presa dal desiderio di non perdere tempo e anche da quello di fare spazio (perché gli accumuli di oggetti diventano anche accumuli di energie negative, secondo una mia personale teoria), avevo dato l'ok per regalarli tutti.
Poi ho cambiato idea e sabato pomeriggio ci ho messo le mani. Alla fine sono di più quelli che terrò rispetto a quelli che darò via. Non ci ho potuto fare niente, dalle ceste sono sbucati fuori i ricordi e tutto il mio cinismo iniziale ("ma quante cose inutili avevo?") ha lasciato il posto a un bel po' di romanticismo.
La cosa che più mi ha impressionato è stata che mi sono resa conto che, quando frugo negli oggetti che mi hanno accompagnata in un passato più recente, ho spesso immagini di me che soffro per qualcosa e ricordi che mi sono rimasti più impressi sono i momenti dolorosi. Mentre l'altro giorno, ritrovando dei giocattoli che non sapevo di avere ancora, percepivo solo la gioia dei momenti in cui quelle cose impolverate avevano un loro senso.
Bella scoperta, direte voi. Beata innocenza.
Forse, a pochi giorni da un compleanno che mi sembra un nuovo giro di boa della mia vita, sto scoprendo un animo da vecchia nostalgica? Inizierò a fare discorsi del tipo "io alla tua età" oppure "vorrei tornare bambina"?
Adesso, scusate, vado a preparare il té per i miei pupazzi.

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6 thoughts on “Il tempo delle mele

  1. anonimo ha detto:

    Ma tu lo sai, vero, che appena sei andata al bagno tutti i tuoi giochi si son coalizzati per salvarsi l'un l'altro e non finire in un asilo, vero?
    (ho visto Toy Story 3 già due volte e per me è nella Top Three dei Disney di tutti i tempi).

  2. Ma chi si diverte a render di male i nostri ricordi?
    Sono i tempi passati che ci hanno sbeffeggiati,
    una vita gentile io d'avver non l'ho conosciuta
    eppure nel nostro cuore se ne trova in gran quantità.

    Un gioco una bella fortuna per l'immaginazione
    e il nostro tempo è così
    ha bisogno di gioco
    altrimenti ci passa la voglia di risvegliarci il mattino.

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