Cose che succedono

Nelle ultime settimane ho:
-incontrato Chiara Iezzi mentre cercavo parcheggio. Sapete chi è Chiata Iezzi, vero? Senza cercare su Google;
-fatto un esame che è durato meno della sua preparazione: al momento di consegnare i testi (e dopo aver letto una sorta di decalogo delle regole da rispettare durante lo svolgimento: cose tipo "non copiare" e "scrivete il vostro nome e cognome sul foglio", che un po' me le ricordo dalle elementari. Devono avercele insegnate insieme a di-a-da-in-con-su-per-tra-fra*), qualcuno si accorge che il professore ci ha fotocopiato la prova con le risposte già segnate;
-aperto di nuovo l'account su facebook. Dopo essermene andata accusando Mark Zuckerberg di essere l'anticristo e tutti quelli che ancora ne erano vittime di essere posseduti dal Dimonio, ho voluto mettere da parte ogni dignità personale e sono ritornata come la figliola prodiga;
-passato di nuovo qualche giorno a Liverpool e, nonostante il freddo che congelava anche i pensieri, sono stata circondata da calore e affetto, mi sono emozionata e ho riso parecchio;
-vissuto a distanza due traslochi complementari. Aspetto di tornare a casa per Natale per vedere l'effetto che fa;
-speso quasi uno stipendio in regali. In questo periodo dell'anno subisco le nefaste conseguenze delle mie mani bucate.
Auguri a tutti e ci risentiamo dopo le feste!

*oddio, così m'infilo in un ginepraio e mi metto a fare la predica. Gli accenti e gli apostrofi, questi sconosciuti.

Tappe

Domani la mia amica di tutta la vita farà l'ultimo esame della sua carriera universitaria.
Allora pensavo che le ho visto fare il primo, quello della quinta elementare. Io avevo la gamba ingessata perché alla festa per la fine della scuola un nostro compagno di classe mi era letteralmente franato sul piede, e il mio piccolo quinto metatarso destro si era ben incrinato.
La sua ricerca era su Van Gogh (o Gaugin? Spero che mi perdonerà la confusione), la mia sulle isole Galapagos. Pochissime pagine scritte a mano, corredate dalle foto rubate all'album del viaggio di nozze dei miei.
Poi abbiamo fatto insieme anche gli esami di terza media, dopo il saggio di pianoforte dove avevamo portato il nostro masterpiece a quattro mani Calma sul mare (ho ancora la melodia in testa, se mi concentro bene).
La mia ricerca, quella volta, era sugli Stati Uniti negli anni Sessanta, le lotte per la conquista dei diritti civili degli afroamericani e l'I have a dream di Martin Luther King. La sua non la ricordo, purtroppo.
Eravamo insieme anche alla maturità. Io non sono riuscita ad arrivare in tempo al suo orale, perché la sera prima avevo fatto tardissimo e la mattina il sonno mi aveva fatto tamponare la macchina di fronte a me a una rotonda. Ci stavamo andando io e sua cugina, mia attuale compagna di casa.
La mia tesina era sulla Femme Fatale, la sua su l'Altrove. Chissà cosa avevamo in testa, tutte e due.
All'inizio dell'università abbiamo pure vissuto insieme e condiviso gioie e dolori dei primi esami veri e propri. Diritto romano, probabilmente, lei, Sociologia dei fenomeni politici, io.
E adesso la mia amica è in dirittura d'arrivo. Forse per quando si laureerà le regalerò il primo capitolo del romanzo che mi ha suggerito di scrivere.
Poi ci sarebbero tante altre cose, in mezzo. Ma per quelle aspetto le nozze d'argento.