Chi ha paura dell’autoerotismo?

Scene da un appartamento, domenica mattina.
L'una, in partenza per tre mesi per lavoro, dice di aver ricevuto in regalo da un'amica un vibratore. L'altra fa due occhi così. Entrambe ridono, sconvolte, commentando la tristezza del gesto. Io, zitta, sorrido di sbieco.
Riporto qualche frase che mi ha fatto rizzare i capelli:
-Ma per tre mesi una si può anche trattenere!
-Avrei preferito che ti avesse detto "mi auguro che ti trovi qualcuno da scoparti"!
-Il mio fidanzato ha detto: "ma che schifo. Tu quella cosa non la usi. Mettila subito in cantina!"
-La gente è fuori di testa!
-Io se non riesco a trattenermi, piuttosto vado uno di cui non me ne frega niente…

Non è la prima volta, purtroppo, che mi ritrovo di fronte a una visione così retrograda. Una specie di corollario dell'ancora esistente disparità tra i sessi (e vi/mi risparmio il classico: se l'uomo ha molte partner sessuali è un playboy, se invece li ha la donna… perché mi stanco solo a scriverlo). Disparità, in questo caso, di cui si fanno portatrici prima di tutto le donne stesse, che, in molti casi (non tutti, per fortuna) vivono l'autoerotismo come una cosa: non necessaria (se sei eccitata, ti devi trovare un altro da te per fare sesso), peccaminosa nel senso più negativo del termine (retaggio cattolico? Ho la brutta sensazione che sia così), e, soprattutto, alternativa al sesso, quando in realtà è sesso essa stessa, un suo complemento, e, se vogliamo essere precisi, ne è il punto di partenza.
Io sono dell'idea, in questo campo come in tutti gli aspetti della vita, che se non conosci te stesso non puoi interagire in maniera sana con gli altri. Ognuno è la misura, il metro di giudizio, la cartina tornasole delle cose che succedono. Se io non so cosa mi fa stare bene e cosa mi fa stare male, come posso affrontare quello che ho intorno? Come posso provare piacere con qualcuno, se non so darmelo da sola/o?
Già le donne sono un meccanismo difficile da disinnescare (Californication docet), in molte arrivano all'orgasmo dopo anni e anni di pratica e fatica, e non c'è un bottone da premere e che sai con certezza che funzionerà. Se non ci diamo una mano, come possiamo pretendere che degli esseri fatti in maniera totalmente diversa da noi, che (normalmente) non hanno difficoltà a provare piacere, e che non si fanno alcun problema a (perdonatemi la finezza) ammazzarsi di seghe già in tenera età, sappiano al primo colpo come funzioniamo?
Questo è il vero problema. Ci si lamenta tanto che la lezione non è chiara, ma noi studiamo ben poco. E ci autolimitiamo senza nessun motivo. Perché quello che ne viene è tutto di guadagnato.

Ah, un'altra cosa che mi disturba ancora di più sono gli uomini a cui dà fastidio l'idea di una donna (meglio, della loro compagna, perché immagino che nei film porno sia cosa gradita) che si masturba. Cos'è, paura della competizione?

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15 thoughts on “Chi ha paura dell’autoerotismo?

  1. Prospettive differenti, ricettori non assopiti ed il ptere alla antasia.La consapevolezza delle potenzialità delle proprie corde è nutrimento persino di quanto riteuto maggiormente nobilitante.Ciao

  2. io avevo un amico che si schifava del metodo sintotermico per il riconoscimento della fertilità, perchè implicava che la donna si toccasse.Questa cosa non la capisco, nella maniera più assoluta.Perchè poi queste sono gli uomini che ci provano con tutte, che stanno sempre a masturbarsi… e se vedono una che balla la etichettano subito come sgualdrina

  3. … eheheh … sul "darci una mano "…  ti sei incartata  … scherzo …concordo in pieno, e la cosa che veramente urta, al di fuori di maschietti decisamente "vecchio stampo", è anche come talune donne anche giovani reputano sbagliata la "metodica", quando invece è umano, naturale, e dovuto … brava LaGamine!

  4. @Banxy: sì, esattamente quello a cui pensavo mentre scrivevo!@YoungDinosaur: Ognuno si diverte come vuole :D@Setteacri: Sono molto d'accordo!@Talon: Non ho ben capito l'ultima frase…@POPC: Ahaha il "darci una mano" era volutamente a doppio senso 😛

  5. Auff la gente si scandalizza sempre per cose che in un modo o nell'altro fanno tutti! C'è una puntata di Sex and the city molto divertente a riguardo, ero sempre stata prevenuta verso quel telefilm, poi l'ho guardato ed è stata la più spassosa analisi del sesso e dei sentimenti in cui mi sia mai imbattuta!

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