Assonanze

Tornando a casa pensavo che avrei voluto lasciare qui una specie di impressione della mia vacanza. Ho perso l'abitudine di fotografare e mi restano le parole per fissare le immagini e impedirmi di dimenticare.
A volte apro i cassetti e ritrovo vecchi fogli stropicciati che mi permettono di ricostruire pezzi di me, che altrimenti avrei già perso.
La mia ultima moleskine si ferma ad agosto dell'anno scorso. Il resto è, sempre un po' mascherato, qui. Mi chiedo cosa farei se a un certo punto un piccolo virus iniziasse a zampettare nelle pagine di splinder e all'improvviso lo schermo diventasse tutto nero. Un po' come se lasciassi per sbaglio cadere un fiammifero nel cassetto del comodino. Forse ricomincerei semplicemente daccapo, come ho sempre fatto.
La mia memoria conserva i particolari più inutili, tanto che a volte mi scopro a raccontare i miei pensieri a qualcuno che mi sta vicino da anni e lo sento dirmi che sono sempre la stessa. Che dieci anni fa li avevo già, quei pensieri. E mi stupisco di averli dimenticati.
Ieri, ridendo, ho detto a M.: "vediamo se sei veramente la mia biografa personale", e le ho raccontato di avere ritrovato delle cose scritte anni e anni fa. E lei mi completava le frasi senza bisogno di suggerimenti. Allora ho pensato che, se io mi dimentico, ci sarà comunque qualcuno che riempirà i vuoti per me.
C'era un film che guardavo sempre da piccola, in cui nasceva un bambino che aveva questa malattia per cui invecchiava cinque volte più in fretta del normale, e quindi a sei anni ne dimostrava già più di trenta. C'è questa scena in cui la mamma attacca delle foto a un album, ci disegna sopra con le matite colorate, e nel frattempo fa le bolle di sapone. Forse ho bisogno anch'io di un album così, per evitare i danni del tempo, che, anche per me, scorre spesso cinque volte più veloce del previsto .

Tu Tarzan, io Jane

Ci sono dei capi d'abbigliamento che sono ritenuti deliziosi e comodissimi dalle donne, mentre negli uomini suscitano orrore e ribrezzo. Di alcuni l'ho sempre sospettato, di altri l'ho scoperto solo recentemente. E siccome ho appena letto l'ennesimo articolo a riguardo, diffondo e apro il dibattito:
-gli hugg: eh vabbè, sembrano dei doposci, e c'è un abisso tra loro e lo stiletto, che fa tanto femmina. Questa gliela concedo;
-i leggins: non me l'aspettavo, ma sono veramente detestati. E non ne ho ancora capito il motivo;
-gli harem pants: è perché nascondono le forme? Alcuni dicono che sembrano dei pantaloni col pannolone incorporato;
-il cerchetto: anche questo, faccio fatica a capirne il motivo;
-i sandali alla schiava: sono incerta tra il perché fanno sembrare le gambe dei salami insaccati, o se perché fanno effetto dominatrice sadomaso.
Premettendo che, nella maggor parte dei casi, io me ne frego 🙂 stilerei anch'io la mia lista personale di cose che preferirei non vedere addosso a un uomo:
-i sandali e le infradito: lo so, fa caldo, ma abbiate pazienza. Se noi ci arrampichiamo sui tacchi, voi tenete le scarpe chiuse;
-i bermuda: li concederei solo al mare, o con quaranta gradi e l'umidità all'ottanta per cento;
-le camicie a maniche corte: preferisco vedere le maniche arrotolate.
I miei "no" andrebbero anche a delle cose più specifiche, ma per ora direi che sono sufficienti queste.
A meno di episodi che necessitino di essere raccontati immediatamente, vi auguro buone vacanze con questo post. Ci risentiamo a fine agosto!