Harry Belafonte e gli altri

Ieri notte, cercando di far arrivare il sonno (fa troppo caldo per aspettarlo direttamente a letto), girovagavo tra i blog.
Quando mi sono soffermata sul racconto di un primissimo ricordo, ho ripensato al mio, quello che tutt'ora stento a credere non sia solo l'ombra della storia di qualcun altro.
La mia mamma si è laureata poco dopo la mia nascita. E io tengo ancora, tra le pieghe della memoria, l'immagine di lei con la corona d'alloro al collo, vista dalla prospettiva bassa e a quarantacinque gradi di un passeggino. Non so se ho confuso le foto che ho visto, negli anni successivi, e mi sono solo immaginata quella prospettiva. So che la prima volta che l'ho raccontato non ero sicura che fosse lei, anzi, devo solo avere detto che mi ricordavo qualcuno con l'alloro intorno, e chiesto conferma su chi potesse essere.
Oggi mi rende solo triste riguardare le mie foto da piccola. In realtà non riesco a guardare i miei genitori da giovani e pensare a chissà cosa c'era davvero dietro a tutti quei sorrisi, vedere le cugine ancora tutte insieme e pensare a quello che sarebbe stato di lei solo qualche anno dopo, vedere i nonni ancora lì. Non vado più indietro di sette, otto anni, se devo sfogliare vecchi album. E già con quelli mi scorre un brivido lungo la schiena.
La nota a margine è che mi sono messa a letto senza un briciolo di sonno, e ho visto albeggiare dalla finestra. All'improvviso il cielo si è fatto rosa, intorno avevo solo silenzio.

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6 thoughts on “Harry Belafonte e gli altri

  1. non sempre la nostra famiglia segue il nostro percorso di vita , per vari motivi, indipendenti dalla nostra o dall'altrui volontà o da un destino beffardo o carogna …ho lottato x anni x avere una famiglia da manuale … poi ho gettato la spugna, il dolore rimane … pazienza … ho guardato oltre … e non ho album … solo foto sparse in qualche scatola nello sgabuzzino …un abbraccio e …. compra la valeriana a volte serve ….

  2. Da piccola pensavo che esistesse uno standard di famiglia "normale" e non capivo perché io non l'avessi. Crescendo ho capito che la noromalità non è cosa di questo mondo, e che ognuno deve imparare a vivere con la sua.Un abbraccio grande anche a te.

  3. I tempi inflessibili e implacabili passano, ignari dei nostri desideri e pensieri e come i ricordi si modellano con il tempo si plasmano si sbiadiscono e quando vengono spolverati rendono ugualmente ingiustizia ai nostri pensieri e ci portano a riscontrare ancor di più l'impietosità di un tempo che scorre indifferente di tutti noi e di ciò che ci circonda…

  4. son tre notti che vado a letto tardi, ma non per pensieri o ricordi, mi sto disintossicando dalla naturallissima malatonina, e chi l'avrebbe mai detto che a me avrebbe dato dipendenza?La notte comunque favorisce i pensieri, quando tutto è più addomesticato e mansueto, si insuano dentro e nulla puo' se un pensiero arriva, anche questa è vita.Un abbraccio

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