Nozze d’oro

Ieri sera ho ascoltato un racconto che sembrava uscito dalla più sperduta periferia italiana del dopoguerra, ancora più incredibile perché la protagonista è una donna, un medico, e per di più una ginecologa.

Alla domanda della sua paziente su quali anticoncezionali le consigliasse, lei le ha fatto una testa tanta su quanto la pillola sia il male, perché altera il ciclo naturale femminile, e su quanto assumerla sia sbagliato e dannoso.

È passata poi all’apologia contro il preservativo, per conculdere con un suggerimento moderno e sicuro: la temperatura basale.

“Amore, il pupo come lo chiamiamo? Ogino oppure Knauss?” (cit.)

In un mondo in cui il fondamentalismo (di ogni tipo) cerca di ridurre sempre più i diritti della donna e dell’uomo, questo è solo l’ultimo esempio di pericolosissimo pensiero reazionario.

A dispetto di questo, l’invenzione della pillola compie cinquant’anni. Il 9 maggio del 1960 ha ricevuto il benestare della Food and drug administration, dopo essere stata testata in laboratorio e su volontarie dallo scienziato americano Gregory Pincus. L’uso in Italia è legale dal 1971 (prima le “pratiche contro la procreazione” erano punite con l’arresto). Nonostante i progressi fatti in questo campo, oggi, nel nostro Paese, è usata solo dal 16% delle donne.

Io questo anniversario lo festeggio, sbattendolo in faccia alla ginecologa di qui sopra e a tutti quelli che, ancora, pensano di vivere nel Medioevo. Auguri!

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