I’m a believer

Ieri sera sono tornata da Roma.
Ho fatto un viaggio di quattro ore in una cabina dell'Intercity che sembrava la stanza di un manicomio. Di solito, se sei sfortunato, ti capita una persona strana su sei. Nel mio caso erano quattro, e io esattamente in mezzo a loro.
Per leggere Borges, lo ammetto, ci vuole un minimo di concentrazione in più di quella che serve per un giornale di moda, e, purtroppo, i miei compagni di viaggio erano un'eccessiva distrazione.
Alla mia sinistra, una coppia formata da una signora piuttosto anziana con la tinta dei capelli arancione e un alito pestilenziale, e da quella che credo fosse una specie di parente acquisita: una donna un po' più giovane, che ha passato metà viaggio a scrutarmi. Le due hanno chiacchierato amabilmente dei più svariati argomenti, da un loro conoscente in comune che ha dovuto operarsi alla vescica perché soffriva di incontinenza, al modo in cui la vecchia strofina col sapone le macchie gialle dalle camice prima di metterle in lavatrice. Che spasso. Poi, hanno deciso di comprare un panino dal tizio che passava col carrello delle cose da mangiare. Sfortunatamente, in quel momento io ho pensato di prendermi un caffè. Così, ho dovuto aspettare mezz'ora perché arrivassero a una conclusione riguardo quanti comprarne, con cosa, se aggiungere anche una coca cola o una bottiglietta d'acqua, se optare per le patatine e quant'altro. Infine, tra una dormita e l'altra (i miei unici momenti di pace) la giovane leggeva Saviano, sbirciando me, e la vecchia leggeva un manuale dal titolo "Conoscere me, conoscere te" su come scoprire e rinforzare i lati migliori di sé.
Alla mia destra, una coppia di attempati fricchettoni che sono saliti alla fermata di uno sperduto paesino toscano, dove probabilmente avevano partecipato a un weekend mistico di qualche tipo. Dopo aver bevuto un tè alle erbe che, da quello che ho capito, aveva preparato lui con le sue mani sante, lei ha buttato giù qualche sorso di quello che, dall'odore, sembrava alcool puro. Poi, si sono messi a leggere anche loro. Lei un manuale dal titolo "Il discepolato nella Nuova Era", lui "Cromologia", che, a leggere il retro di copertina, è una disciplina che deriva dalla rabdomanzia.
Infine, per non farsi mancare niente, fuori dallo scompartimento c'era una signora filippina che ha passato tutto il tempo a sgranare un rosario, farsi il segno della croce e leggere da un libretto di preghiere. Guardandomi spesso.
Forse mi ha fatto una fattura.
C'è di che essere soddisfatti. 

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