La magica medicina

A volte mi sembra di avere la forma, ma non il contenuto. Dove sono finite tutte le idee?
Quand'ero piccola scrivevo tantissimo: avevo un grosso quaderno ad anelli, con la copertina viola imbottita, e ogni giorno ci scrivevo delle piccole storie inventate al momento, con la mia penna stilografica a fiori.
Un'estate avevo recuperato un vecchio romanzo di mia mamma, e l'avevo sfogliato fino ad arrivare all'indice dei libri pubblicati nella stessa collana. Da quelli, che non conoscevo minimamente (avrò avuto dieci anni) avevo scelto i titoli che mi piacevano di più, e ci avevo inventato dei racconti brevi, di poche pagine. Ricordo chiaramente che avevo riscritto, tra gli altri, "Per chi suona la campana" e "Il gioco delle perle di vetro", con vaghi accenti noir. Già allora amavo indagare nell'animo umano, precoce come sono sempre stata, quasi avessi avuto dieci anni di più. Ho letto il diario di Anna Frank in terza elementare. Al mare avevo sempre un libro di Stephen King e uno di Roald Dahl.
Dovrei recuperare i miei racconti di allora, penso ancora di aver raggiunto in quel periodo l'apice della mia scrittura. Avrei bisogno di ricordarmi com'ero, pulita da tutto quello che c'è intorno, che adesso, invece, mi condiziona e mi blocca. Vorrei avere di nuovo la mente sgombra, e lasciare spazio alla fantasia, che sta rintanata in un angolo: so che c'è ma non so dove cercarla. Forse, rileggendomi, riuscirò a tirarla fuori.
Mi piacerebbe scrivere per i bambini.

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2 pensieri su “La magica medicina

  1. Non so perché ma ho la sensazione che la tua sia una crisi illusoria, nel senso che sono quasi sicura che se adesso ti fermassi un attimo, cercassi per esempio un concorso letterario, rigorosamente con un tema, ed aprissi una pagina di word… supereresti il blocco in un battibaleno. E' che spesso quando si sta fermi per un pò… serve solo un punto da cui ricominciare. 😉 Coraggio!.

  2. Io credo che se si è stati in un certo modo nel passato sia sempre possibile recuperare quella condizione. Certo costerà un po' di fatica, ma quello che eravamo lo siamo ancora. Forse dovremmo fare tutti un passo indietro qualche volta.Buona serata (carina l'idea dei racconti con i titoli di opere famose)

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