Io e il servizio sanitario regionale, una storia d’amore. Parte quarta

No, non posso prenotarle lì, l’informazione è, naturalmente, sbagliata.
Ma questo lo scopro solo dopo aver girato almeno quattro farmacie, che per un qualche strano caso hanno tutte dei problemi: in una manca l’operatore che si occupa di sbrigare queste pratiche, in un’altra il computer non funziona, in un’altra sono impegnati in un trenino di Capodanno in ritardo, come solo Trenitalia sa garantire. Arrivo sudando e ansimando nell’ultima, nella quale hanno già interrotto il servizio, ma mi fanno lasciare le impegnative, per riprenderle il giorno seguente.

Tempo perduto: un’ora.

Il mattino dopo ritorno, pregando in cirillico tutti i santi e le madonne che conosco affinché pongano fine alla mia agonia, ma il farmacista al quale chiedo pietà mi guarda di sbieco da sotto il ciuffo biondo:
"Signorina, lei non risulta iscritta all’anagrafe sanitaria, deve passare dal CUP prima di prenotare le analisi. Ho anche chiesto spiegazioni alla dottoressa F., e mi ha risposto che è perché ha appena fatto il cambio di medico".
Ringrazio, saluto ed esco.
Squarcerei il mattino con un urlo animalesco. Mi guardo le mani, temendo di essere diventata verde.

Tempo perduto: almeno un’ora di sonno.

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