Io e il servizio sanitario regionale, una storia d’amore. Prologo

Decido di avere un medico di base nella città in cui sono domiciliata da cinque anni. 
Mi si dice che le procedure sono molto semplici e il dispendio di tempo è minimo.
L’iter non è complicato da capire: c’è da andare al CUP, fare la rinuncia al medico del comune di residenza, sceglierne uno nuovo dalla lista, e registrarsi. 
Tempo stimato in partenza, calcolando qualche piccolo imprevisto e i cinque minuti di strada a piedi fino all’ambulatorio, mezz’ora.
Per scrupolo, faccio prima una telefonata al numero verde del servizio sanitario, e l’operatore, che mi risponde incredibilmente dopo un secondo, mi conferma quello che già sapevo. 
Partiamo.
Sono i primi di gennaio.

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