The Wall

 Condivido una parete della mia camera da letto con le mie vicine di casa. Credo che, al di là del muro, ci sia un’altra camera da letto.
Per qualche proprietà della fisica che di sicuro esiste, se io sento loro, loro sentono me. Quindi, se io dovessi cacciare un urlo, dovrebbero percepirlo chiaramente, e rendersi conto che la regola vale anche al contrario.
Ora, io credo che la ragazza che condivide la parete con me sia completamente deficiente. A parte le cantate a squarciagola che si fa ogni tanto (la rivisitazione in chiave r&b de "Il ballo di Simone" di ieri pomeriggio resterà nella storia), è quando arriva il suo fidanzato che inizia il vero spasso. E non per i motivi che supponete voi, lettori pervertiti. I due si vogliono bene, e si divertono un mondo insieme.
Si sono di sicuro conosciuti in un locale affollato, un sabato sera come tanti. Lei e la sua coinquilina avevano passato le ore al trucco e parrucco, aveva scelto una minigonna inguinale e décolétte tacco dodici (eh, sì, voleva fare un po’ la zoccola). Durante la serata avevano sbevazzato in allegria, quando si era avvicinato lui con fare da piacione erano già arrivate agli shottini di vodka. Insomma, erano parecchio sbronze. I due si erano trovati subito bene insieme, e il motivo era perché entrambi, per comunicare, urlavano come delle iene impazzite. Forse, anche mettendosi a quattro zampe e saltellandosi intorno. Da quella sera, non hanno più smesso. E a me ogni tanto prende un colpo, quando dall’altra parte del muro esplodono le loro risate sataniche. Fanno paura, ve lo giuro. Un pomeriggio dei primi di gennaio, sono andati avanti delle ore rincorrendosi e ridendo, sembrava un film dell’orrore.
E’ bello anche quando le mie vicine invitano le amiche, la sera. Devono aver fatto una cena di Natale esattamente il giorno prima di un mio esame. Si sono scambiate dei regali. Probabilmente erano in quaranta, lì dentro, perché sono andate avanti fino alle due di notte a lanciare degli urletti estatici ogni volta che ne aprivano uno.
Stanotte mi sono sentita una vecchia rompipalle. Dopo essersi scattate un intero album fotografico (belllaaaaaaa questaaaaaa! noooooo questaaaaaa è brutttiiiiiiisssiiiiimaaaaaa!), hanno deciso di giocare a carte. E ridevano, ridevano, ridevano, finché l’ho fatto. Ho buttato già la parete a forza di pugni.
E dire che avranno almeno sei/sette anni più di me. 

N.B. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistiti NON è puramente casuale. Anzi, se qualcuna di voi è la mia vicina di casa, regola la manopola del volume almeno finché i cani smettano di ululare, quando ridi.

Advertisements

3 thoughts on “The Wall

  1. Nel mio precedente appartamento vivevo la stessa situazione…topografica intendo 🙂 e confermo. Se tu senti loro, loro sentono te.

    Fai jogging divertendo mentre scrivi. Bel ritmo mantenuto fino alla chiusa metaforica.

    lara
     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...