Pompei crolla. Ne vogliamo parlare o no?

La denuncia arriva da Italia Nostra: lo scorso 18 gennaio il peso di una gru ha provocato il crollo di un terrapieno e altri 20 metri sottostanti nella zona di via dell’Abbondanza, dove si trovano la casa di Giulio Polibio, ma soprattutto la Casa dei Casti Amanti. Diverse pareti affrescate risulterebbero danneggiate. Il mezzo era posizionato male, su un terreno friabile che con la pioggia ha ceduto.

L’incidente è avvenuto nell’ambito dei lavori straordinari ordinati dal commissario Marcello Fiore, incaricato dal febbraio 2009 della missione di valorizzazione del luogo. Lavori che servirebbero a rendere il sito accessibile anche a scavi non ultimati, ma che sarebbero stati organizzati in maniera frettolosa e con mezzi pesanti che, in un contesto delicato come quello di Pompei, dovrebbero essere utilizzati con la massima cautela.

Riguardo l’accaduto, è ancora un mistero di chi sia la vera responsabilità. Secondo le parole di Biagio De Felice della Cgil, ai dipendenti è stato chiesto di mantenere il silenzio. Si pensa che i modi sbrigativi con cui si sta lavorando agli scavi siano dovuti alla necessità di mettere in piedi una passerella mediatica in vista dell’annunciata visita del premier Berlusconi. L’onorevole Luisa Bossa, deputato PD ed ex sindaco di Ercolano, chiederà un’interrogazione urgente al Ministro dei Beni e delle Attività culturali Bondi per avere informazioni più chiare sull’incidente.

La modalità di gestione del sito rientra nella politica della “valorizzazione fatta di eventi”, affidata sempre più spesso alla Protezione civile, a cui, attraverso vari commissariamenti, sono stati dati in gestione i maggiori luoghi d’interesse artistico del nostro Paese. Tra questi, oltre alla zona di Napoli, figurano gli Uffizi di Firenze e la Pinacoteca di Brera. Così facendo, si estromettono le vere professionalità in materia. Pompei vede le sue rovine andare in polvere ogni giorno, e rischia di scomparire in trent’anni. Questo perché non ci sono, lì come altrove, delle strutture per la conservazione e la tutela del patrimonio adeguate e durevoli. E l’incidente di qualche giorno fa ne è solo l’ultima conferma.

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