Octopus’s Garden

Ogni estate, da piccola, quando tornavo al mare, la prima cosa che facevo era andare di corsa a cercare nel mio sacco di giocattoli pieno di sabbia la mia maschera rosa di plastica. Ho un rapporto strano, con l’acqua. La consideravo il mio elemento, da bambina, e ci passavo le ore, nella piscinetta azzurra in giardino, nella vasca da bagno, nel mare. Ho un ricordo molto chiaro di quando mi immergevo con la mia maschera e stavo lì sotto finché non mi mancava il respiro, dentro l’acqua verde che mi avvolgeva con le sue mani calde. Fingevo che da un momento all’altro mi potessi trovare di fronte un enorme squalo, e quell’idea mi dava brividi di piacere. Era già vita e morte insieme, un ventre materno ma pronto in ogni momento a soffocarmi come un cuscino premuto sul viso. A volte oggi mi fa paura, l’acqua, la sensazione che quelle mani ferme che mi tenevano stretta mi possano invece tradire e trascinare troppo lontano dalla riva. Il mio elemento, invece, è la terra, e adesso capisco perché.

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