Impara l’arte

La più famosa mutilazione della storia dell’arte, quella dell’orecchio di Vincent Van Gogh, è un’incognita che oggi ha trovato una nuova spiegazione . Il vero motivo sarebbe stato l’annunciato matrimonio del fratello Theo, che avrebbe scosso la sua persona già fortemente disturbata, per la paura di perderne l’appoggio finanziario e psicologico. La scoperta è di Martin Bailey, autore del volume “Van Gogh and Britain, Letters From Provence”, e curatore di due mostre sul pittore olandese, pubblicata nel numero di gennaio di The Art Newspaper, e ripresa dal Sunday Times. Lo studioso è arrivato a questa conclusione analizzando una lettera inviata da Theo da Parigi, nel 1888, in cui parla a Vincent delle sue intenzioni di sposarsi. Questa è messa a confronto, in modo particolare, con Drawing Board with Onions, dipinto portato a termine nel gennaio del 1889 (un mese dopo l’automutilazione).

1889 Still Life: Drawing Board, Pipe, Onions and Sealing-Wax

Sul tavolo si nota una lettera, che, analizzata da Bailey al microscopio, mostra il numero 67 inscritto in un cerchio, il contrassegno postale di Place des Abbesses, ufficio che si trovava non lontano da Monmartre, dove abitava Theo. Inoltre, c’è un’affrancatura con scritto “Capodanno”, tipica delle lettere, inviate nel mese di dicembre, durante la seconda metà del Diciannovesimo secolo . Questi elementi, secondo lo studioso, sarebbero stati dipinti deliberatamente dall’artista.

Si aggiunge a tutto ciò un’altra lettera, sempre di Theo, alla fidanzata Johanna Bonger, in seguito a una visita al fratello il giorno di Natale del 1888, subito dopo la scoperta della vicenda dell’orecchio. Egli scrive che Vincent non avrebbe approvato la loro unione, poiché il matrimonio “non è fondamentale nella vita”.

Si accantonerebbero, quindi, le ipotesi fino ad ora più quotate, cioè quelle legate alle violenti litigate con l’amico Gaugin, anche se molti sostengono che sia una storia inventata dallo stesso Gaugin.

Octopus’s Garden

Ogni estate, da piccola, quando tornavo al mare, la prima cosa che facevo era andare di corsa a cercare nel mio sacco di giocattoli pieno di sabbia la mia maschera rosa di plastica. Ho un rapporto strano, con l’acqua. La consideravo il mio elemento, da bambina, e ci passavo le ore, nella piscinetta azzurra in giardino, nella vasca da bagno, nel mare. Ho un ricordo molto chiaro di quando mi immergevo con la mia maschera e stavo lì sotto finché non mi mancava il respiro, dentro l’acqua verde che mi avvolgeva con le sue mani calde. Fingevo che da un momento all’altro mi potessi trovare di fronte un enorme squalo, e quell’idea mi dava brividi di piacere. Era già vita e morte insieme, un ventre materno ma pronto in ogni momento a soffocarmi come un cuscino premuto sul viso. A volte oggi mi fa paura, l’acqua, la sensazione che quelle mani ferme che mi tenevano stretta mi possano invece tradire e trascinare troppo lontano dalla riva. Il mio elemento, invece, è la terra, e adesso capisco perché.

I miei omaggi

al blog Spinoza per questo post-post aggressione.

“Milano, Berlusconi ferito da un oggetto lanciato ad personam.

(o anche: psicopatico colpisce a morte le speranze del centrosinistra)

Berlusconi colpito al volto da un souvenir del Duomo. Subito annullato il comizio di Matera.

La prognosi di Berlusconi è di venti giorni. Quella dell’Italia un’altra legislatura.

(Venti giorni? Agli italiani basterà molto meno per dimenticarsi di Spatuzza)

Il premier dovrà sottoporsi a un intervento per rimuovere dal volto la scritta “onaliM id odrociR”.

In un certo senso, Berlusconi ha accontentato quanti gli chiedevano un faccia a faccia con la Chiesa.

L’aggressore è incensurato. Subito esclusa la pista che porta all’Udc.

(L’uomo è risultato essere uno psicolabile. Votava Pd)

“Non sono nessuno”, ha dichiarato Tartaglia quando è stato preso, cercando di farsi passare per Rutelli.

Il padre: Votiamo Pd, ma in casa nessuno odia Berlusconi”. Anche se usare due volte la stessa giustificazione suona sospetto.

Tartaglia non risulta iscritto ad alcun partito, ma rifiuta di mostrare i calzini.

L’Economist“Berlusconi inadatto a sanguinare”.

È polemica sui social network: nessuno aveva notato il crescente numero di iscritti al gruppo Facebook “Feriamo lievemente al labbro Berlusconi”.

Su Facebook già nati numerosi gruppi che simpatizzano per lo squilibrato. Fra i più quotati “Rimettiti presto Silvio”.

Ora si temono gesti di emulazione. E se qualcuno assalisse Napolitano con un grissino?

Minacciati anche altri esponenti della maggioranza: recapitata a Brunetta una busta contenente una gondola.

Immediata la risposta del Pdl: Gasparri lancia una statuetta di Silvio contro il Duomo.

“Ora va eliminata l’opposizione” dice Ali Khamenei dall’Iran.

Centrodestra compatto“È una conseguenza del clima di odio”. Finalmente un po’ di autocritica.

Per non alimentare il clima di violenza, da oggi Berlusconi avrà sempre ragione.”

Non ho altro da aggiungere.

Scusate

…ma io oggi sono stata molto in pensiero per il Ministro Prestigiacomo bloccato nella folla a Copenhagen, durante la manifestazione. Pare che nessuna autorità sia intervenuta per darle una mano, e adesso lei ha annunciato una protesta formale (probabilmente è sempre quella famosa canna nel ’79 che le diede spossatezza, che l’ha mandata in confusione e le ha fatto perdere la strada).

Questo bisogna proprio rivederlo, ogni tanto:

…roar.

Alice in Wonderland

Il 3 dicembre H&M ha fatto arrivare nei suoi negozi la lingerie disegnata da Sonia Rykiel, collaborazione anticipata già a fine settembre, e non potevo proprio fare a meno di scriverne, dato che la presentazione della collezione al Grand Palais di Parigi, un paio di sere prima, è stata di questa portata:

I sessanta modelli della collezione ricordano vagamente gli anni Cinquanta: culotte alte e fascianti, in raso nero o carne, reggiseni morbidi, in jersey a righe, o strutturati.

La prima collaborazione con il colosso della moda low cost è con Karl Lagerfeld nel 2004, seguito, tra gli altri (gli stilisti sono stata 12 in tutto), da Stella McCartney, Fiorucci, Cavalli, Madonna, Kylie Minogue, e infine Jimmy Choo, il 14 novembre scorso. Ma quello del primo dicembre a Parigi è il primo evento di tale portata organizzato da h&m, che per questa collaborazione si sdoppia: sotto Natale, appunto, la lingerie, a gennaio la maglieria. Ah, io a gennaio compio gli anni, perciò mi permetto di darvi qualche suggerimento:

Sì, sono femmina e piace parlare anche e me di vestiti, ogni tanto.

(Ogni tanto?)

Biancaneve è andata a incipriarsi il naso

Ho deciso, quest’anno a Babbo Natale chiedo di portarmi il dvd di Biancaneve e i sette nani.

Esce domani la versione restaurata del cartone animato, per la prima volta in Blue-Ray, terzo in ordine di apparizione dopo la Bella Addormentata nel Bosco e Pinocchio. Il restauro, fotogramma per fotogramma, è stato fatto direttamente sul preziosissimo negativo della Technicolor, oggi custodito alla Library of Congressus, in quanto considerato patrimonio culturale.

Biancaneve e i sette nani è il primo lungometraggio animato della storia. Primo film ad utilizzare un’intera colonna sonora, è stato disegnato interamente a mano, con sfondi ad acquerello. Il progetto, ribattezzato la “follia di Disney” per i costi astronomici che ci vollero per realizzarlo (un milione e mezzo di dollari), che costrinsero lo Zio Walt persino a ipotecare la casa, prese l’avvio nel 1934, e fu presentato il 21 dicembre 1937 al Carthay Circle Theater, leggendario teatro di Los Angeles. In sala, ad assistere alla proiezione, c’erano Clark Gable, Marlene Dietrich, Charlie Chaplin e Shirley Temple. Il film, la settimana successiva, si conquistò la copertina del Time e il New York Times titolò “Grazie mille, Mr. Disney”. La produzione impiegò 32 animatori, 102 assistenti, 167 intercalatori, 20 scenografi, 25 artisti dell’acquerello, 65 animatori per gli effetti e 158 tra pittrici e inchiostratrici. Furono realizzate 2 milioni di illustrazioni usando 1500 tonalità di colore. Il primo doppiaggio italiano, del 1938, vanta la collaborazione di Rosetta Calavetta (la voce di Marylin) per Biancaneve, e Tina Lattanzi (la voce di Greta Garbo) per la regina.

Premiato con uno speciale Premio Oscar, che fu consegnato da Shirley Temple a Walt Disney accompagnato da altre sette statuette in miniatura, è considerato una delle pietre miliari del cinema di tutti i tempi. Il restauro della pellicola originale, che negli anni è stata vittima di un inesorabile deterioramento, è stato paragonato da Dave Bossert, supervisore del recupero dei classici Disney, a quello di un’opera rinascimentale.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quella volta in cui Roy Disney, ad una conferenza stampa a Milano, sentenziò che nessun bambino avrebbe mai visto Biancaneve in videocassetta. Invece, il film, passato nella sua lunga vita per 9 volte nelle sale cinematografiche, rimarrà immortale anche grazie a questo.