non capisco gli incubi dei pesci rossi.

Il pesce rosso che nuota nella sua boccia è sempre emozionato,perchè la sua memoria è minima ed ogni tre secondi si dimentica tutto,per cui è convinto di trovarsi ogni volta in un posto nuovo.
Se poi condivide lo spazio con un altro pesce,non vi dico la tragedia.
Macroscopicamente,io sono una specie di pesce rosso con una pessima memoria a lungo termine.
Ed è per questo che mi attacco morbosamente agli oggetti.
Gli oggetti non sono le persone,ma sono i loro ricordi.Sono l’unica mia salvezza contro l’oblio,l’unico modo che ho per ricordarmi che ho un passato.
Per tenermi bene in mente chi sono.
Per questo l’altra sera ho iniziato a spogliare le pareti della mia camera,che tra meno di un mese dovrò cedere ad una sconosciuta. Perchè il distacco sia meno doloroso.Per abituarmi un poco alla volta.
Ad uno ad uno,venivano giù pezzetti della mia vita,dei miei ultimi,intensissimi,quattro anni. Ed ora vedere il muro bianco
è un pugno in un occhio.
Imbambolata,sono stata seduta ore per terra a guardare la parete
(è un gesto che mi appartiene,fin da quando ero piccola,sedermi per terra e stare lì senza pensare,mi dà un certo senso di conforto,e protezione)
incapace di accettare il cambiamento che sta investendo la mia vita.
Ho odiato vivere lì,quasi sempre.E adesso che me ne devo andare,vorrei chiudermi a chiave lì dentro e lasciare la realtà fuori.
Non bisognerebbe mai credere che il percorso abbia una fine. Si passa il novanta per cento della vita in movimento,e,quando si trova finalmente un equilibrio,è talmente precario, che dura pochissimo,e già bisogna,di nuovo, rimboccarsi le maniche
e ricominciare.

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3 thoughts on “non capisco gli incubi dei pesci rossi.

  1. E’ sempre così,ci si accorge di quanto si tiene a qualcosa quando la si sta perdendo..e se per ricordarti di quella stanza prendessi un pezzettino di carta da parati??
    Ha un bel blog,passa da me se vuoi.
    Un Bacio*

  2. In un mondo dove regna il consumismo e, quindi, l’usa e getta, è bello affezionarsi alle cose. Chi si affeziona alle cose ha meno problemi ad affezionarsi anche alle persone.
    Grazie per avermi letto.

  3. Le cose e le persone non se ne vanno solo perchè le stacchi da una parete.
    Ho lasciato, qualche mese fa, la mia casa di sempre. Come te, ero convinta di averci lasciato tutto. I miei giocattoli, la mia vita, i miei sogni e il ricordo di mio padre. Ma ti assicuro che, anche un pesce rosso, riesce a ricordare quando vuole.
    🙂

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