Com’è possibile?
Di solito le riconosco subito,le empatie. è una questione maledettamente di pelle,non ci puoi fare niente,o c’è o non te la puoi inventare.Non la puoi intrappolare con i ragionamente logici,non la puoi cercare in un’equazione matematica.La percepisci:passi del tempo con una persona,e ti senti bene,o ti annoi.
Sono reduce da un litro di birra chiara e da fiumi di parole.Era un po’ di tempo che non avevo quello che si chiama un appuntamento,ho passato l’ultimo anno a smaltire i postumi una storia che mi si era cucita addosso come un vestito e aveva alterato letteralmente la mia percezione del mondo.
Stasera avevo diverse aspettative,un po’ perchè lui lo conosco da tempo e mi aveva sempre ispirato un certo fascino.Non eravamo niente più che conoscenti,poi improvvisamente,negli ultimi dieci giorni,aveva deciso di interessarsi seriamente a me,di cercarmi quotidianamente, e (wow!) veniva sempre tutto così naturale. Era da tanto che non mi sentivo così rilassata,nel parlare con qualcuno.
Poi finalmente l’ha chiesto,di vederci,e non mi sembrava vero (quando eravamo al liceo,lui era uno di quelli "grandi",che figurati se si sarebbe filato a me,che ero una pischelletta).
Posso dirlo con certezza,era da tanto che non parlavo con una persona così interessante..se parlare è il termine più appropriato.Per la maggior parte del tempo,ho ascoltato,annuito,sorriso,tentato di infilarmi nel suo continuo monologo.
Però..con questo non voglio dire che mi sia annoiata,tuttaltro.L’unica cosa è che avrei voluto più scambio,una maggiore possibilità di raccontargli qualcosa di me. Ma chi può dirlo,forse era imbarazzato quanto me e questo è il suo modo di nasconderlo,forse devo pensare al fatto che non è uno di quei soliti boriosi pieni di sè,ma solo un ragazzo che ha passato una giornata pesante al lavoro e che aveva bisogno di sfogarsi.
Ma adesso,mi faccio sentire io o lui o nessuno dei due?
Domande esistenziali alcooliche.

Presentazioni

Avevo la necessità quasi fisica di buttare fuori questi primi pensieri, per esorcizzare, per smaltire l’incazzatura degli ultimi anni, soprattutto per riderci sopra, ed è per questo che ho posticipato le presentazioni all’ottavo intervento in questo nuovo blog. Qui è ancora tutto da sistemare, sono sicura solo del titolo (ho banalmente invertito due parole, mentre pensavo al mio fiore preferito, e mi sono resa conto che poteva diventare la sintesi perfetta del mio mondo e  di quello che ho voglia di comunicare agli altri).
Sono appena approdata qui, con la mia barchetta un po’ traballante, scappando da un’altra piattaforma dove non riuscivo più ad essere sincera, perché era sottoposta alla lettura di occhi conosciuti, e stava iniziando a diventare un limite. Non so cosa mi aspetto, so solo che ho voglia di parlare.

Bestiario umano parte settima (Ex Erasmus)

Riconoscibili dallo sguardo tipico:
insofferente, perchè i posti che frequentavano in Erasmus erano più cool,
sufficiente, perchè le cose che facevano in Erasmus erano più cool,
annoiato, perchè le persone che hanno conosciuto in Erasmus erano più cool (e venivano da tutta Europa, che ti credi? Loro sono cosmopoliti e torneranno a trovare tutti nei successivi cinquecento anni),
compassionevole, perchè tu non puoi capire come stavano in Erasmus.
Riconoscibili spesso anche per il cambio di look, di parlata (con aggiunta di termini in tutte le lingue del pianeta Terra), di alimentazione (“mi ero abituato a bere un litro di birra al minuto, non so come facessi, mangiavo solo pasta col ketchup, sono ingrassato venti chili”),sessuali ( mi sono trombato, nell’ordine, tutte le spagnole, polacche, danesi, americane, inglesi, russe, vietnamite e cingalesi che ho incontrato lì), di passioni (tornano al 99% fotografi, i cui soggetti preferiti sono angoli di soffitti in bianco e nero, biciclette parcheggiate sul canale di scolo e montagne di spazzatura in tonalità seppia).
Non sperare di liberarti di un ex Erasmus: un ex Erasmus è per sempre. Anche dopo vent’anni dal loro ritorno, saranno ancora lì a parlarti con l’occhio lucido di quella volta che con il pandino sgangherato sono andati in giro tutta la notte e hanno visto l’alba sul molo mentre si giuravano amicizia eterna coi loro compagni d’avventura. E ricordati che lui ne ha viste  più di te, quindi rassegnati: la tua vita al confronto fa schifo.
Loro non vogliono una ragazza, hanno bisogno di un gruppo d’ascolto.

Bestiario umano parte sesta (Sportivi)

Gregari. Il gruppo viene prima di tutto. Farsi la doccia dopo allenamento coi compagni di squadra è spesso più divertente che farla con te. Tendenti all’alcoolismo (mi sono fatto una birra con gli altri dopo la partita…burp!). Amanti di marche come Baci&Abbracci, Monello Vagabondo e simili, anche per te si prodigheranno in regali che denotano una sensibilità da Grande Fratello. Guardano la televisione, troppa televisione, e ti faranno impazzire con quant’è bella Adriana Lima, Melissa Satta, Melita Toniolo e via di veline in veline. L’autostima è definitivamente compromessa quando suggeriscono la frequentazione della palestra.

Vogliono una tifoseria, non una ragazza.

Bestiario umano parte quinta (Mammoni)

Dio ce ne scampi e liberi.

Solitamente in sovrappeso (a meno che mammà non li voglia belli e prestanti, allora sono anche inseribili nella categoria sportivi), impauriti come dei gattini sotto la pioggia. Ti attirano con la tenerezza dei loro occhioni sgranati, e la prima volta che si commuovono ti si scioglie il cuore. Quando arriva la centosessantesima nel giro di una settimana, comuncia a venirti un’insana voglia di vomitare. Mamma sarà per sempre una presenza ingombrante, avrà per te parole carine come una coltellata in un fianco, arriverà nei momenti meno opportuni e sceglierà il guardaroba del figliolo con il gusto inconfondibile del primo dopoguerra. Attenzione perchè il parentado è compreso nel prezzo, il pacchetto prevede pranzi dai nonni, tornei alla bocciofila e arrosto fatto dalla zia: sembra che il loro universo familiare cospiri a farti raggiungere i cento chili.

La gelosia è l’arma vincente di questa tipologia. Gli amici gay non sono risparmiati perchè "prima di tutto sono uomini" (e se potesse, ti farebbe la pipì intorno per marcare il suo territorio). Occhio perchè di solito è tutta una mascherata: chi è così tanto possessivo ti sta già riempiendo di corna, per colmare quei vuoti affettivi che il taglio del cordone ombelicale gli ha lasciato.

Bestiario umano parte quarta (Quelli che la vita è stata dura con loro, ma ce l’hanno fatta)

Da uno di questi mi sono lasciata infinocchiare per circa due anni. Era la Storia della Vita, lui era la Luce che illuminava il mio Cammino, avevamo dei Progetti. Io, ingenua, avevo modellato il mio futuro sui suoi sogni, non sui miei.
Pericolosissimo.

La reazione iniziale alla frequentazione con uno di questi sortisce l’effetto contrario della categoria numero tre: ti fanno sentire l’ultimo degli ultimi, il più ignorante/ingenuo/mentalmente chiuso/troppo fortunato per meritarsi qualsiasi cosa/brutto/stupido e via dicendo. Perchè loro le hanno provate tutte..e ti dicono le cose con cognizione di causa eh?, e andranno a salvare il mondo e non resteranno mica con le mani in mano come te. E continueranno costantemente a mettere in dubbio quello che dici, e andrà a finire che darai loro ragione per sfinimento, perché tanto se non vincono non sono soddisfatti, e finchè non ti hanno distrutto non sono contenti.
Ego gonfio come un otre, che nasconde un omino piccolo come un coriandolo.

Bestiario umano parte terza (Quelli che non leggono, non guardano film, non s’informano, non sanno neanche di essere al mondo)

Questo è un incontro fatto recentemente, al quale ho dato seconde terze e quarte chances, ma ogni aspettativa è stata prontamente delusa. 

Carini e coccolosi, ma incredibilmente noiosi. All’inizio frequentarli da una botta di autostima non indifferente: hai sempre ragione tu, hai sempre l’ultima parola, hai l’eloquio più forbito, la dialettica più sciolta, il sense of humor più contagioso. Buoni solo per farci una serata in discoteca, oppure consiglio un paio di drink molto forti, per sopportare la carenza di lessico per sostenere una normale conversazione tra due persone dotate di sistema nervoso funzionante.
Spesso non solo non sanno parlare, ma non sono nemmeno dei buoni ascoltatori.